Sulla Terra Leggeri
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Festival della letteratura della Sardegna

“Passavamo sulla terra leggeri come acqua, disse Antonio Setzu, come acqua che scorre, salta, giù dalla conca piena della fonte, scivola e serpeggia fra muschi e felci, fino alle radici delle sughere e dei mandorli o scende scivolando sulle pietre, per i monti e i colli fino al piano, dai torrenti al fiume, a farsi lenta verso le paludi e il mare, chiamata in vapore dal sole a diventare nube dominata dai venti e pioggia benedetta. A parte la follia di ucciderci l’un l’altro per motivi irrilevanti, eravamo felici. Chiamavamo noi stessi s’ard, che nell’antica lingua significa danzatori delle stelle.” (Passavamo sulla terra leggeri, Sergio Atzeni, Mondadori, Milano, 1996; Il Maestrale, Nuoro, 1997)

Sulla terra leggeri è un festival letterario che unisce profondità e leggerezza, dibattiti e concerti, tavole rotonde e reading, colazioni con l’autore e partite a biliardino. Da undici anni porta sul palco i più grandi nomi della letteratura, del giornalismo, della musica, assieme a esordienti e nuovi talenti. Offre al pubblico produzioni originali e innovative, in cui le arti si mescolano e incrociano a formare una formula unica. Il festival Sulla terra leggeri è diretto da Flavio Soriga, con Paola Soriga e Geppi Cucciari. È organizzato dall’Associazione Culturale Camera a Sud, attiva in Sardegna dal 2007, e dalla Società Cooperativa Le Ragazze Terribili, che da più di vent’anni organizza eventi culturali in Sardegna, tra cui lo storico festival di musica e parole d’autore Abbabula.

Sulla terra leggeri sin dalla prima edizione racconta il mondo tenendo lo sguardo acceso sulla nostra isola, quest’anno il filo che legherà gli incontri saranno proprio le isole: le terre con “il mare intorno” spesso al centro di incroci e scambi. «Dimenticavamo le distanza fra le stelle e comprendevamo d’essere al centro di un mare che si faceva di giorno in giorno più popolato. Non potevamo fer- mare il ciclo dell’uomo, nessuno può fermarlo. Dovevamo incontrare gli altri uomini, per crescere. L’incontro ha un costo, pagarlo è inevitabile.» Così scriveva Sergio Atzeni in Passavamo sulla terra leggeri, a proposito della Sardegna di un tempo lontano. Il mare allontana, il mare avvicina. Le genti passano, si fermano, commerciano, conquistano, occupano, costruiscono, smontano, o chiedono, pregano, piangono. Si mischiano, nello scompiglio, nella ragione o nel torto, e poi di nuovo la solitudine, nell’isola, la quiete.

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